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La Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma nasce nel 2006 con l’intento di informare e sensibilizzare i cittadini attraverso attività realizzate su tutto il territorio nazionale. Per l’occasione, l’ Associazione Italiana Leucemie-Linfomi e Mieloma (AIL), ha attivato il “Numero Verde problemi ematologici 800.22.65.24”, attivo dalle 8.00 alle 20.00, a cui risponderanno un pool di ematologi per offrire risposte alle domande e ai dubbi dei pazienti su percorsi terapeutici, centri di cura e sui dubbi inerenti le patologie.

Nel loro complesso, come evidenzia il Piano oncologico nazionale 2023-2027,  le patologie oncoematologiche rivestono un ruolo di primo piano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale perché:

  • hanno un’incidenza complessiva di circa il 10% rispetto a tutti i tumori;
  • leucemie e linfomi sono al nono e all’ottavo posto, rispettivamente, tra le cause di morte neoplastica;
  • hanno prospettive di guarigione e di controllo a medio-lungo termine condizionati dalla:
  • tempestività e accuratezza dei procedimenti diagnostici, talora particolarmente sofisticati e/o costosi e spesso erogabili nella loro necessaria completezza solo nell’ambito di reti regionali e/o nazionali;
  • appropriatezza ed efficacia degli interventi terapeutici spesso erogabili soltanto da parte di strutture dedicate ad alta specializzazione;
  • vi è una progressiva disponibilità e impiego sempre più generalizzato di farmaci, biologici e non, di grande efficacia.

Il Rapporto Aiom“I numeri del cancro in Italia 2022” indica che nel 2022 sono state stimate circa 14.400 nuove diagnosi (uomini 8.100; donne 6.300) di Linfomi non Hodgkin (LNH) e nel 2020 sono state stimate circa 2.150 nuove diagnosi (uomini 1.220; donne 930) di Linfomi di Hodgkin (LH). Nel 2022 sono attese circa 9.600 nuove diagnosi di Leucemie (uomini 5.300; donne 4.300).

Il Piano oncologico nazionale (PON) evidenzia che l’attività di formazione professionale, essenziale in campo sanitario, lo è particolarmente per il settore oncoematologico, dove il progresso delle conoscenze, con le relative ricadute nella pratica, è stato particolarmente rapido in questi ultimi anni. La razionalizzazione dell’offerta formativa anche mediante l’uso di strumenti innovativi come le piattaforme di e-learning consente un aggiornamento in tempo reale sull’applicazione delle nuove metodiche diagnostiche e delle conseguenti azioni terapeutiche.

Il Piano, in ambito oncoematologico indica anche diverse linee strategiche. Tra queste vi sono:

  • Garantire/promuovere unarete territoriale efficiente per la presa in carico precoce del paziente, basata su strutture in grado di avvalersi anche di servizi in rete geografica a cui inviare campioni biologici di sangue o midollo osseo, così come altre procedure utili sulla base dei teleconsulti
  • Favorire lo sviluppo di team multidisciplinariper la gestione del paziente oncoematologico

I Centri

Per quanto riguarda l’organizzazione dell’offerta assistenziale nel territorio, sono attivi in Italia circa 200 centri clinici ematologici che comprendono circa 100 Unità Operative Complesse di Ematologia, interamente dedicate alla cura dei pazienti ematologici e altrettanti reparti di medicina generale, con letti di ricovero ordinario e/o disponibilità di ricovero in regime di DH e/o ambulatori dedicati a pazienti con neoplasie ematologiche.

Sul Portale della Trasparenza pubblicato sul sito dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), nella sezione Trova Strutture è possibile, indicando il problema di salute di cui si soffre, trovare le strutture sanitarie presenti nelle diverse regioni, le Reti oncologiche regionali e la Rete nazionale tumori rari.

Il ruolo della ricerca per lo sviluppo di terapie innovative

Fino a trent’anni fa, la nostra comprensione dei tumori pediatrici, la più importante causa di morte per patologia nei bambini, era scarsa. Erano sconosciuti i tipi cellulari e le mutazioni che danno origine a tali tumori, i pazienti erano raggruppati in categorie eterogenee, e le opzioni terapeutiche erano molto limitate. La ricerca degli ultimi anni ha rivoluzionato lo scenario in questo ambito.

La Coordination and Support Action (CSA) europea 4.UNCAN.eu.

Nasce dalla convergenza di due iniziative europee: lo Europe’s Beating Cancer Plan e la Mission on Cancer, che vede coinvolti prestigiosi istituti di numerosi Stati membri. Per l’Italia partecipa la Rete IRCCS Alleanza contro il cancro (ACC).  4.UNCAN.eu mira a elaborare una roadmap della ricerca sul cancro in Europa e creare un data hub federato (Federated Cancer Research Data Hub) per la condivisione dei dati, al fine di raggiungere una migliore comprensione della biologia tumorale al servizio delle necessità dei pazienti. 4.UNCAN.eu si occuperà inoltre di definire le priorità della ricerca sul cancro a livello europeo, suddivise in sei aree strategiche: prevenzione, diagnosi precoce, resistenza alla terapia, tumori pediatrici,cancro e invecchiamento,sopravvivenza.

Le nuove tecnologie CAR-T

A livello nazionale è stato disposto un finanziamento per le nuove tecnologie “CAR T”  in favore degli IRCCS con competenze adeguate della Rete Alleanza Contro il Cancro per euro 10.000.000. Il progetto di Rete “CAR T cells for hematological malignancies and solid tumors”, promosso dal Ministero della Salute si prefigge  la creazione di un network di collaborazione che unisca le competenze delle diverse Istituzioni partecipanti.

La leucemia linfoblastica acuta a cellule B (B-ALL) è la più diffusa neoplasia maligna pediatrica, ma è testimone di uno dei più grandi successi recenti nel campo della terapia oncologica. La prognosi di tale tumore è stata rivoluzionata dall’avvento dell’immunoterapia basata sulla modifica genetica dei linfociti T del paziente al fine di indurre su di essi l’espressione di recettori specifici (chimeric antigen receptor T cells, cellule CAR-T) per renderli capaci di individuare e distruggere le cellule tumorali. Le attività svolte nel progetto hanno inoltre aperto ulteriori sviluppi di ricerca che aprono la strada anche ad altri tumori pediatrici, anche tenuto conto del nuovo finanziamento stabilito dalla recente legge di bilancio per il triennio 2023-2025 per un totale di euro 1.250.000.

Il Progetto IMI2 for ITCC PEDIATRIC PRECLINICAL POC PLATFORM (ITCC-P4)

Ulteriori prospettive sono aperte anche dalla collaborazione virtuosa tra ricerca e industria  quale  quella realizzata con il progetto IMI2 for ITCC PEDIATRIC PRECLINICAL POC PLATFORM (ITCC-P4). Il consorzio riunisce molte delle più importanti istituzioni accademiche e di ricerca clinico-traslazionale d’Europa (per l’Itala gli IRCCS Istituto Rizzoli [IOR] di Bologna, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù [OPBG] di Roma e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano [INT]), piccole e medie imprese ben consolidate, membri delle imprese biofarmaceutiche europee e membri della Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche, e conta 21 partners provenienti da 8 paesi, tra i quali l’Italia. Il progetto mira a stabilire 400 nuovi modelli preclinici derivati da pazienti  di tumori solidi pediatrici ad alto rischio di fallimento terapeutico, che saranno completamente caratterizzati da un punto di vista molecolare, immunologico, farmacologico e clinicamente ben annotati. L’obiettivo del progetto è costruire una piattaforma globale sostenibile per utilizzare questi modelli per accelerare lo sviluppo di farmaci e strategie terapeutiche mirate per bambini e adolescenti affetti dal cancro.

Gli sforzi dei ricercatori delle  numerose  e prestigiose istituzioni di ricerca italiane negli ultimi anni hanno rivoluzionato lo scenario in questo ambito: oggi 4 su 5 bambini che si ammalano di tumore guariscono.

Grazie a questi fondamentali progressi, si stima che, oggi, un ventenne su 800 è un guarito da una neoplasia sofferta nell’età pediatrica.  È quindi l’ulteriore conferma che i progressi della ricerca si traducono in incredibili miglioramenti nelle possibilità di cura dei pazienti oncologici pediatrici.