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La Camera dei deputati ha chiuso l’iter del Ddl con 150 voti favorevoli, 72 astenuti e nessun contrario, nel rispetto dei tempi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Facendo perno sulla condizione di non autosufficienza, la Riforma chiama alla convergenza gli attuali sistemi sanitario, sociale e assistenziale ponendo loro le tre questioni fondanti della governance multilivello unitaria (il sistema), della prevenzione e promozione della salute (gli anni in salute), dell’assistenza di lungo periodo (appropriatezza e consistenza dei servizi).

Il provvedimento risponde all’esigenza di creare un sistema di risposte ai bisogni complessi della non autosufficienza basato su un mix di cura, assistenza, tutela e sostegno, da assicurare nel lungo periodo. Per questo la legge delega coinvolge direttamente il servizio sanitario nazionale, i servizi socioassistenziali comunali, le misure assistenziali Inps; per poi rivolgersi al mondo del terzo settore e della cittadinanza attiva, così come al complesso dei privati accreditati. La Riforma mette al centro la costruzione di uno ‘statuto assistenziale’ proprio della non autosufficienza, e convoca tutti gli attori principali e tutti i livelli di governo amministrativo a farne parte.

A beneficiarne saranno 14 milioni di over 65 in Italia. In particolare, il provvedimento tende a ridurre i cd. ricoveri impropri, che costringono gli anziani a rimanere nelle strutture oltre il day hospital previsto perché impossibilitati ad avere assistenza a domicilio. Inoltre, i 3 milioni di anziani non autosufficienti potranno beneficiare di piani di assistenza individualizzati mentre saranno implementate misure a favore dell’invecchiamento attivo, in modo tale da evitare che la persona anziana non si senta esclusa, ma integrata nel tessuto sociale.

Il provvedimento riconosce il diritto delle persone anziane alla continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio. Le norme rafforzano anche il diritto di accesso ai servizi di cure palliative e creano un sistema di governance integrato. La Riforma istituisce i “punti unici di accesso” (PUA) per effettuare, in un’unica sede la valutazione per definire “un progetto assistenziale individuale” (PAI) con cui prevedere tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali a favore della persona anziana.

Ulteriori elementi di rilievo sono la promozione di nuove forme di coabitazione solidale per le persone anziane e di coabitazione intergenerazionale, anche nell’ambito di case-famiglia e condomini solidali. Il Terzo Settore sarà centrale sia nell’assistenza degli anziani non autosufficienti sia nella promozione dell’impegno degli anziani in attività di utilità sociale e di volontariato.

Si tratta di una legge molto ambiziosa negli obiettivi da raggiungere e che modifica in maniera sostanziale gli attuali assetti organizzativi.